Calcolo Pensione 2026: Importo e Data Che PensAMi Non Dà

Calcolo Pensione 2026

Stima la tua pensione netta mensile con il sistema contributivo: montante, coefficiente di trasformazione e tassazione inclusi.

1 Dati Contributivi
2 Tassazione Pensione

Come Usare il Simulatore di Calcolo Pensione

Il simulatore lavora con tre variabili principali: la tua retribuzione annua lorda attuale, gli anni di contributi versati e l’età prevista di pensionamento. Da queste proietta il montante contributivo stimato e lo moltiplica per il coefficiente di trasformazione corrispondente all’età selezionata, secondo la tabella del DM 20/11/2024. Il risultato è una stima pensionistica indicativa, non un calcolo individuale basato sul tuo estratto INPS reale.

Passo 1 — Trova i Tuoi Dati sull’Estratto Contributivo INPS

Prima di qualsiasi simulazione, conviene verificare che il tuo datore di lavoro abbia effettivamente versato tutti i contributi. Vai su MyINPS con SPID o CIE. Nella barra di ricerca scrivi “la mia pensione futura” e clicca sul primo risultato. Seleziona “Situazione attuale.” Trovi qui il montante contributivo accumulato, le settimane di contribuzione anno per anno e le gestioni INPS attive. Se trovi anomalie nei versamenti, puoi segnalarle direttamente dall’interno della procedura. I dati dell’estratto, e non la sola RAL dichiarata, danno la stima più vicina alla realtà.

Passo 2 — Anni di Contributi e Età: Come Cambia il Coefficiente

Il coefficiente di trasformazione è il parametro che converte il montante contributivo in pensione annua. Varia con l’età: più tardi si va in pensione, più il coefficiente è alto. I coefficienti in vigore per il biennio 2025-2026, fissati dal DM 20/11/2024, sono riportati nella tabella della sezione dedicata qui sotto.

Passo 3 — Leggi il Risultato: Pensione Stimata Lorda, Netta, Data e Tasso di Sostituzione

La stima del simulatore mostra la pensione mensile lorda, la pensione mensile netta dopo IRPEF e detrazioni per redditi da pensione (art. 13 TUIR), la data orientativa di accesso alla pensione di vecchiaia e a quella anticipata, e il tasso di sostituzione netto — cioè il rapporto tra pensione netta stimata e stipendio netto attuale. Questo quarto valore è il più utile per pianificare: mostra concretamente quanto reddito cambia il giorno in cui vai in pensione.

Come Si Calcola la Pensione in Italia: Contributivo, Misto e Retributivo

Molti credono che il sistema contributivo penalizzi sempre rispetto al retributivo. Non è sempre così — e bisogna vedere posizione per posizione, come spiegava bene il consulente previdenziale Edoardo Sgorbati in diversi contenuti formativi. La differenza tra i sistemi sta già nel nome: contributivo si calcola sui contributi, retributivo si calcola sulle retribuzioni.

Sistema Contributivo: Montante, Rivalutazione e Coefficiente

Con il sistema contributivo, ogni anno versi il 33% della tua retribuzione lorda all’INPS — il 9,19% lo trattieni tu, il 23,81% lo versa il datore di lavoro. Questi contributi si accumulano nel tuo montante contributivo individuale, rivalutato ogni anno con il tasso di crescita del PIL nominale definito dall’INPS (per il 2026, il tasso di rivalutazione è comunicato annualmente con circolare INPS — verifica sempre il valore aggiornato sul sito ufficiale inps.it). Quando vai in pensione, il montante viene moltiplicato per il coefficiente di trasformazione corrispondente alla tua età.

Formula: Pensione annua lorda = Montante contributivo × Coefficiente di trasformazione (DM 20/11/2024)

Esempio orientativo: un lavoratore dipendente di 67 anni con montante accumulato di 280.000 euro. Coefficiente 2025-2026 a 67 anni: 5,608%. Pensione annua lorda stimata: 280.000 × 5,608% = 15.702 euro. Pensione mensile lorda stimata su 13 mensilità: circa 1.208 euro. Questi valori sono orientativi e dipendono dalla storia contributiva individuale, dalla dinamica salariale effettiva e dall’anno esatto di decorrenza della pensione.

Sistema Misto: Se Hai Versato Contributi Prima e Dopo il 1996

Il sistema misto si applica a chi ha versato contributi sia prima che dopo il 1° gennaio 1996. In questo caso la pensione si compone di due quote calcolate con criteri diversi. La quota relativa agli anni post-1995 segue il sistema contributivo appena descritto. La quota relativa agli anni ante-1996 segue invece il sistema retributivo — con regole che variano in base all’anzianità maturata al 31 dicembre 1992 e al 31 dicembre 1995. Le modalità esatte di calcolo delle quote retributive dipendono dalla storia contributiva individuale e possono essere verificate sul simulatore ufficiale INPS o con un consulente previdenziale.

Sistema Retributivo: Chi Ha Contributi Ante-1996

Il sistema retributivo si applica, nella sua quota, a chi ha versato contributi prima del 1° gennaio 1996. La logica di base è che la pensione viene calcolata sulle retribuzioni degli ultimi anni di carriera, non sui contributi accumulati. Per chi aveva almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, il sistema retributivo si applica in misura più estesa, ma le regole esatte dipendono dalla data di accesso alla pensione, dal tipo di trattamento richiesto e dalla legislazione applicabile. In alcuni casi — carriera discontinua o retribuzioni più alte nelle fasi iniziali che in quelle finali — richiedere il calcolo con opzione contributiva può risultare più vantaggioso. Questi casi vanno analizzati individualmente da un consulente previdenziale (consulentidellavoro.it) o da un CAF abilitato.

Esempio di Calcolo Pensione Sistema Misto con Numeri Reali

Luisa è una lavoratrice dipendente nel settore pubblico che ha iniziato a lavorare nel 1988 e andrà in pensione nel 2026 con 38 anni di contributi totali. La sua pensione è composta da tre quote: la quota relativa agli anni 1988-1992 (5 anni ante-1993), quella relativa al triennio 1993-1995, e la quota contributiva per gli anni post-1995. Il calcolo preciso delle quote retributive dipende dalle sue retribuzioni pensionabili degli ultimi anni e dall’anzianità specifica maturata in ogni sottoperiodo. Un consulente previdenziale o il simulatore INPS con SPID restituisce il valore esatto partendo dall’estratto contributivo reale.

Coefficienti di Trasformazione 2025-2026: Tabella Ufficiale DM 20/11/2024

I coefficienti di trasformazione per il biennio 2025-2026 sono stati fissati con il DM 20 novembre 2024 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Decreto n. 436/2024, GU n. 290 del 12/12/2024). Si applicano a tutti i lavoratori iscritti alle gestioni INPS la cui decorrenza della pensione è compresa tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2026. Non si applicano alle casse professionali private.

EtàCoefficiente 2025-2026Pensione annua lorda stimata su 280.000€ di montante
57 anni4,204%11.771 euro (904 euro/mese × 13)
60 anni4,536%12.701 euro (977 euro/mese × 13)
62 anni4,795%13.426 euro (1.033 euro/mese × 13)
64 anni5,088%14.246 euro (1.096 euro/mese × 13)
67 anni5,608%15.702 euro (1.208 euro/mese × 13)
70 anni6,258%17.522 euro (1.348 euro/mese × 13)
71 anni6,510%18.228 euro (1.402 euro/mese × 13)

Fonte: DM 20/11/2024, Tabella A aggiornata della L. 335/1995 e dell’allegato 2 della L. 247/2007.

La Riduzione Rispetto al Biennio 2023-2024

I coefficienti 2025-2026 si riducono tra l’1,55% e il 2,18% a parità di età anagrafica rispetto ai valori del biennio precedente. Il biennio 2023-2024 aveva registrato un lieve miglioramento per l’effetto Covid sulla speranza di vita — questa correzione è ora rientrata. Per chi va in pensione a 67 anni con montante 280.000 euro, la pensione mensile stimata è circa 1.208 euro lordi nel 2026, contro circa 1.237 euro lordi che avrebbe ottenuto nel 2024 con lo stesso montante e la stessa età — una differenza di circa 29 euro al mese, definitiva per tutta la durata del trattamento. Il montante contributivo individuale si rivaluta ogni anno con il tasso INPS comunicato annualmente — verifica il valore aggiornato su inps.it.

Quando Vado in Pensione: Requisiti 2026 per Ogni Tipo di Pensione

Come capire quanti anni mancano alla pensione? Dipende dal tipo di accesso che vuoi seguire. Non esiste una data uguale per tutti. Ecco i requisiti aggiornati al 2026, con le fonti normative di riferimento.

Tipo di pensioneEtà minimaAnni contributiFonte normativa
Vecchiaia67 anni20 anniL. 214/2011, art. 24
Anticipata ordinariaQualsiasi42a 10m (uomini) / 41a 10m (donne)L. 214/2011, art. 24 c. 10
Anticipata contributiva64 anni20 anni + importo minimoL. 214/2011, modif. L. 234/2021
Quota 103 (2026)63 anni41 anniProrogata L. 199/2025
Opzione Donna61 anni (60 con figli)35 anniL. 199/2025, art. 1
Ape Sociale63 anni30 anniL. 232/2016, prorogata 2026

Nota: i requisiti sono soggetti all’adeguamento periodico alla speranza di vita (L. 122/2010). Verifica sempre la situazione aggiornata su inps.it o tramite CAF.

Pensione di Vecchiaia 2026: 67 Anni e 20 Anni di Contributi

La pensione di vecchiaia si matura con 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi versati. Il requisito anagrafico è soggetto all’adeguamento alla speranza di vita ogni due anni (L. 122/2010): la prossima revisione riguarderà il biennio 2027-2028 — il valore verrà comunicato ufficialmente dall’INPS. Esempio: chi è nato nel 1967 compie 67 anni nel 2034, ma se ha già maturato 42 anni e 10 mesi di contributi prima di quella data, può accedere alla pensione anticipata ordinaria molto prima.

Pensione Anticipata Ordinaria e Contributiva 2026

Pensione anticipata ordinaria: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne — indipendentemente dall’età anagrafica. Dalla maturazione del requisito c’è una finestra di attesa di 3 mesi per i lavoratori dipendenti (art. 24, c. 10, L. 214/2011). Pensione anticipata contributiva: 64 anni di età, almeno 20 anni di contributi effettivi (non figurativi) e importo della pensione pari ad almeno tre volte l’assegno sociale vigente — nel 2026 circa 534,41 euro mensili, quindi la soglia è circa 1.603 euro lordi mensili. Questa opzione riguarda solo chi ha contribuzione esclusivamente o prevalentemente post-1995. Facciamo due esempi. Carlo è un lavoratore dipendente con 58 anni e 43 anni di contributi versati. Ha già superato il requisito per la pensione anticipata ordinaria e può presentare domanda. Sara ha 64 anni, 22 anni di contribuzione post-1996 e pensione stimata di 1.750 euro lordi mensili — supera la soglia minima e accede alla pensione anticipata contributiva.

Quota 103 Conviene? Analisi tra Pensione Anticipata e Attesa

Quota 103, con requisiti di 63 anni di età e 41 anni di contributi, prevede un calcolo interamente contributivo anche per chi ha anni ante-1996 che normalmente verrebbero calcolati con sistema retributivo. Questo aspetto può ridurre significativamente l’importo rispetto all’attesa della pensione ordinaria. Partiamo dai numeri orientativi: con sistema integralmente contributivo a 63 anni, la pensione stimata potrebbe essere circa il 15-20% inferiore rispetto all’attesa dei 67 anni con sistema misto completo, a parità di anni contributivi. Il confronto preciso tra le due opzioni dipende dalla storia contributiva individuale — quante e quali retribuzioni sono state versate ante-1996 e quale è il montante accumulato post-1995. In caso di dubbio, rivolgiti a un consulente previdenziale che possa confrontare i due scenari sulla tua posizione reale.

Opzione Donna 2026 e Ape Sociale

Opzione Donna nel 2026 è riservata alle lavoratrici che hanno compiuto 61 anni (60 con almeno un figlio) con almeno 35 anni di contributi, limitatamente alle categorie individuate dalla legge: caregivers, lavoratrici con disabilità almeno al 74% e dipendenti di aziende in crisi (L. 199/2025, art. 1). Il calcolo è interamente contributivo — inclusi gli anni ante-1996 che normalmente sarebbero retributivi — e questo può comportare un importo inferiore rispetto alla pensione ordinaria. Ogni caso va valutato individualmente. Ape Sociale è un’indennità ponte, non una pensione in senso proprio, riservata a chi ha 63 anni e 30 anni di contributi in categorie protette (disoccupati, caregivers, lavori gravosi, invalidi). L’importo massimo erogabile è quello della pensione maturata al momento della domanda, con un tetto stabilito annualmente dall’INPS.

Calcolo Pensione Netta dal Lordo: IRPEF, Detrazioni e Addizionali 2026

La pensione lorda è imponibile IRPEF come qualsiasi reddito da lavoro dipendente. Si applicano gli scaglioni IRPEF 2026 (L. 199/2025): 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.000 a 50.000 euro, 43% oltre. La differenza rispetto ai lavoratori dipendenti attivi sta nelle detrazioni specifiche per redditi da pensione.

IRPEF sulla Pensione 2026: Scaglioni, Detrazioni e No Tax Area

La detrazione per redditi da pensione è disciplinata dall’art. 13 del TUIR. Per i pensionati under 75 anni, la no tax area (la soglia sotto cui l’IRPEF è azzerata dalle detrazioni) è fissata a 8.500 euro annui. Per i pensionati over 75 anni la detrazione è leggermente superiore. Le detrazioni decrescono al crescere del reddito e si azzerano sopra una certa soglia. Oltre all’IRPEF statale, si applicano le addizionali regionali e comunali — che variano da regione a regione e da comune a comune. Un pensionato con la stessa pensione lorda paga addizionali diverse a seconda della residenza: l’addizionale regionale minima 2026 è dello 0,70% (Friuli Venezia Giulia), quella massima è del 3,33% (Lazio). La perequazione automatica 2026 ha rivalutato le pensioni in pagamento in misura variabile: rivalutazione piena fino a 4 volte il trattamento minimo INPS, parziale per le fasce superiori. Per l’importo aggiornato del trattamento minimo 2026, consulta la circolare INPS annuale disponibile su inps.it.

Stima Pensione Netta per Fascia di Reddito

La tabella seguente è una stima orientativa basata su: dipendente privato standard, 35 anni di contributi, sistema contributivo puro, pensionamento a 67 anni, residenza in regione con addizionale media. I valori reali variano significativamente in base alla storia contributiva individuale, al sistema di calcolo applicato, alla regione di residenza e alle detrazioni spettanti.

RAL attuale (stima)Pensione lorda mensile stimataPensione netta stimataTasso sostituzione netto stimato
22.000 euro850-920 euro790-860 euro70-75%
28.000 euro1.100-1.200 euro990-1.080 euro60-65%
35.000 euro1.350-1.500 euro1.180-1.310 euro58-63%
45.000 euro1.700-1.900 euro1.440-1.600 euro55-60%

Questi valori sono orientativi. Per una stima personalizzata basata sulla tua storia contributiva reale, usa il simulatore INPS con SPID.

Calcolo Pensione per Categoria: Insegnanti, Dipendenti Pubblici e Gestione Separata

Pensione Insegnanti 2026

Gli insegnanti assunti nel settore pubblico prima del 1996 hanno una posizione previdenziale mista: i contributi versati all’INPDAP (confluito nell’INPS nel 2012 con D.L. 201/2011) ante-1996 seguono le regole del sistema retributivo; quelli post-1995 seguono il sistema contributivo. Luisa è un’insegnante di scuola media che ha iniziato nel 1988 e va in pensione nel 2026 con 38 anni di contributi. La sua pensione si compone di una quota calcolata con il sistema retributivo sugli anni ante-1996 e di una quota contributiva per gli anni successivi. Il calcolo preciso dipende dalle sue retribuzioni pensionabili e dal montante post-1995. Il simulatore ufficiale INPS “La mia pensione futura” — accessibile con SPID su MyINPS — è lo strumento più preciso per questa categoria.

Pensione Dipendenti Pubblici 2026: TFS vs TFR

I dipendenti pubblici hanno una particolarità importante: al posto del TFR ricevono il TFS, Trattamento di Fine Servizio. Il TFS non è accumulato in un fondo separato ma viene erogato dallo Stato dopo la cessazione del rapporto, con tempistiche e modalità di calcolo diverse rispetto al TFR privato. La formula base del TFS è: 80% dell’ultima retribuzione annua moltiplicato per gli anni di servizio, diviso 12. Per chi è stato assunto nel pubblico dopo il 31 dicembre 2000, si applica invece il TFR come nel settore privato. La pensione INPS si calcola con gli stessi criteri contributivi validi per tutti, ma l’aliquota contributiva a carico del dipendente pubblico è circa l’8,80% (verifica su inps.it il valore aggiornato per il tuo ente).

Pensione Gestione Separata e Lavoratori con Partita IVA

Chi lavora con partita IVA senza una cassa professionale dedicata versa all’INPS Gestione Separata. L’aliquota contributiva 2026 per i lavoratori senza altra copertura previdenziale è il 26,23% del reddito imponibile netto dichiarato (verifica annualmente su inps.it la circolare con i valori aggiornati). Il montante si accumula con le stesse regole del sistema contributivo, ma i redditi da lavoro autonomo tendono ad essere più discontinui rispetto al lavoro dipendente — il che rende la proiezione pensionistica più incerta. Luisa è una consulente freelance: con reddito netto dichiarato di 28.000 euro annui, versa circa 7.344 euro annui alla Gestione Separata. L’accumulo effettivo del montante dipende dalla continuità e dall’evoluzione del reddito negli anni.

Come Aumentare la Pensione: Riscatto Laurea, Previdenza Complementare e Contributi Volontari

Riscatto Laurea Agevolato: Costo e Convenienza

Il riscatto di laurea agevolato permette di trasformare gli anni universitari in contributi INPS. Il costo per ogni anno riscattato si basa sull’aliquota IVS (33%) applicata al minimale contributivo annuo degli artigiani e commercianti — per il 2026 questo minimale è comunicato annualmente dall’INPS con circolare (verifica il valore aggiornato su inps.it). Il costo è interamente deducibile dal reddito imponibile. Con aliquota IRPEF marginale al 33%, il costo effettivo netto scende di un terzo rispetto al costo lordo. Conviene valutarlo se mancano pochi anni ai requisiti per la pensione anticipata e il riscatto li colma, oppure se si ha una RAL alta che rende significativo ogni anno aggiuntivo di montante. Il confronto tra costo del riscatto e beneficio pensionistico atteso va fatto con un consulente previdenziale o con il simulatore INPS.

Fondo Pensione Complementare: Colmare il Gap tra Stipendio e Pensione

Con un tasso di sostituzione netto del 60-65% (stima per un dipendente con 35 anni di contributi), chi guadagna 2.500 euro netti al mese si troverà con circa 1.450-1.600 euro netti di pensione — un gap mensile stimato di 900-1.050 euro. La previdenza complementare (fondi pensione negoziali o aperti) può contribuire a ridurre questo divario. I contributi versati ai fondi pensione sono deducibili dal reddito fino a 5.164,57 euro annui (D.Lgs. 252/2005, art. 8). La tassazione delle prestazioni finali è agevolata, con aliquota che scende progressivamente fino al 9% con 35 anni di adesione. L’importo della rendita finale dipende dai contributi versati, dai rendimenti del fondo e dall’età di uscita — è una stima soggetta a variazioni. Rivolgiti a un consulente finanziario o all’ente gestore del fondo per una proiezione personalizzata.

Come Leggere l’Estratto Contributivo INPS: Guida con SPID

Tutti i calcolatori chiedono gli anni di contributi — ma l’unico modo per conoscerli con precisione è l’estratto conto previdenziale integrato su MyINPS. Vai su myinps.inps.it. Accedi con SPID, CIE o CNS. Nella barra di ricerca scrivi “La mia pensione futura.” Seleziona “Situazione attuale.” La pagina mostra il montante contributivo accumulato, le settimane di contribuzione per ogni anno lavorativo e le gestioni INPS attive. Controlla anche la colonna dei contributi figurativi, che include periodi di NASpI, malattia e maternità.

Contributi Figurativi: NASpI, Malattia e Maternità

Durante la NASpI, l’INPS accredita contributi figurativi per tutta la durata dell’indennità. Il valore massimo di retribuzione settimanale su cui si calcolano i contributi figurativi è 2.218,58 euro (valore 2026 — verifica annualmente su inps.it la circolare aggiornata). I periodi di malattia con certificato medico generano contributi figurativi per i primi 2/3 del periodo retribuito. La maternità obbligatoria genera contribuzione effettiva, non solo figurativa, per l’intera durata del congedo. I contributi figurativi contano per il raggiungimento dei requisiti minimi ma possono avere un peso diverso sul montante rispetto ai contributi effettivi. Per il dettaglio della tua posizione, verifica sull’estratto INPS.

Calcolo Pensione di Reversibilità 2026

La pensione di reversibilità spetta al coniuge superstite, agli orfani e, in loro assenza, ad altri familiari a carico, sulla base della pensione che percepiva o avrebbe percepito il defunto. Le percentuali di reversibilità vigenti: coniuge superstite senza altri aventi diritto 60%; coniuge con un figlio avente diritto 80%; coniuge con due o più figli aventi diritto 100%. Queste percentuali si applicano all’intero importo della pensione diretta. Se il coniuge superstite ha redditi propri superiori a determinati limiti (espressi come multipli del trattamento minimo INPS aggiornato annualmente), la reversibilità subisce riduzioni del 25%, 40% o 50% a seconda della fascia di reddito. Per i valori aggiornati dei limiti reddituali 2026, consulta la circolare INPS annuale disponibile su inps.it. Fonte: L. 335/1995, art. 1, commi 41-45; D.Lgs. 503/1992.

Domande Frequenti sul Calcolo della Pensione

Nel sistema contributivo: pensione annua lorda uguale montante contributivo per coefficiente di trasformazione (DM 20/11/2024). Il montante si accumula anno per anno con il 33% della RAL, rivalutato annualmente con il tasso INPS. I coefficienti variano per età: 5,608% a 67 anni, 4,795% a 62 anni. Chi ha versato contributi prima del 1996 ha anche una quota calcolata con il sistema retributivo, la cui entità dipende dalla storia individuale.

Con stipendio netto di 2.000 euro la RAL è circa 31.000-32.000 euro. Con 35 anni di contributi in sistema contributivo, la pensione mensile lorda stimata è circa 1.250-1.380 euro. Netta, con IRPEF e detrazioni pensionati 2026, circa 1.100-1.220 euro. Si tratta di una stima orientativa: il valore preciso dipende dalla storia contributiva reale.

Con RAL circa 23.000-24.000 euro e 35 anni di contributi, la pensione mensile lorda stimata è circa 900-1.020 euro. Netta circa 840-950 euro. Verifica se il tuo importo supera la soglia minima per la pensione anticipata contributiva (circa 1.603 euro lordi mensili nel 2026): con queste cifre potrebbe essere difficile raggiungerla.

Dipende dalla RAL. Con RAL 28.000 euro, in sistema contributivo puro servono orientativamente 28-32 anni di contributi per raggiungere circa 1.000 euro lordi mensili. Con RAL 35.000 euro circa 22-26 anni. Questi valori sono orientativi: usa il simulatore per la tua situazione specifica.

No. Per chi ha avuto una carriera crescente e continua, il retributivo è spesso più vantaggioso — valorizza le retribuzioni più alte degli ultimi anni. Ma per chi ha avuto redditi più alti nelle fasi iniziali della carriera rispetto agli anni finali — per part-time, discontinuità lavorativa o cambio di professione — il sistema contributivo può essere più conveniente. Ogni posizione va analizzata singolarmente.

Sì. Durante la NASpI l’INPS accredita contributi figurativi per tutta la durata dell’indennità, calcolati su un tetto settimanale di 2.218,58 euro (2026). Questi contributi contano per il raggiungimento dei requisiti minimi di anni e hanno un impatto sul montante, che dipende dal valore figurativo accreditato rispetto alla contribuzione effettiva che avresti avuto lavorando.

Dipende dall’opzione: vecchiaia a 67 anni con 20 anni di contributi; anticipata ordinaria con 42 anni e 10 mesi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne) a qualsiasi età; Quota 103 a 63 anni con 41 anni di contributi; Ape Sociale a 63 anni con 30 anni in categorie protette. Inserisci i tuoi dati nel simulatore sopra per vedere le date orientative.

Vai su myinps.inps.it con SPID o CIE. Cerca “La mia pensione futura.” Seleziona “Situazione attuale.” Trovi montante accumulato, settimane di contribuzione anno per anno e segnalazione di eventuali anomalie. È lo strumento più preciso per conoscere la tua posizione contributiva reale.

Fonti Normative e Metodologia

Ogni dato riportato è verificabile su fonti primarie ufficiali.

L. 335/1995 (Riforma Dini) — introduzione del sistema contributivo dal 1° gennaio 1996. GU n. 190 del 16/08/1995.

L. 214/2011 (Riforma Fornero) — requisiti pensione vecchiaia e anticipata, adeguamento speranza di vita. GU n. 297 del 22/12/2011.

DM 20 novembre 2024 (Decreto n. 436/2024) — coefficienti di trasformazione biennio 2025-2026. GU n. 290 del 12/12/2024. Disponibile su: lavoro.gov.it.

L. 122/2010 — meccanismo di adeguamento dei requisiti alla speranza di vita. GU n. 176 del 30/07/2010.

L. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026) — Quota 103, Opzione Donna, Ape Sociale per il 2026. GU n. 304 del 31/12/2025.

D.Lgs. 252/2005 — disciplina della previdenza complementare, deducibilità fino a 5.164,57 euro annui.

D.Lgs. 503/1992 — pensione di reversibilità e percentuali di spettanza.

Circolari INPS annuali — tasso di rivalutazione montante, trattamento minimo, massimale contributi figurativi, aliquote Gestione Separata. Disponibili su: inps.it.

Metodologia del simulatore: il calcolatore stima il montante futuro proiettando la RAL inserita con l’aliquota IVS a carico del lavoratore, rivalutata con un tasso medio. Il risultato è una stima orientativa. Non sostituisce il calcolo ufficiale INPS, che utilizza i contributi realmente versati anno per anno e riportati nell’estratto conto previdenziale integrato. Per una stima ufficiale basata sulla propria posizione contributiva reale, accedi a MyINPS con SPID e usa “La mia pensione futura.” Per situazioni complesse — sistema misto, periodi all’estero, più gestioni INPS, riscatto laurea — rivolgiti a un consulente previdenziale iscritto all’Ordine (consulentidellavoro.it) o a un CAF abilitato.

Aggiornato luglio 2026 · stipendiocalcolatore.it