Mappa degli stipendi in Italia: dove si guadagna di più per regione

Netto per regione in Italia

Immaginate due dipendenti in Italia che percepiscono la stessa Retribuzione Annuale Lorda (RAL) di 32.000 euro, ma percepiscono importi netti mensili diversi. Il motivo risiede nelle addizionali regionali e comunali applicate all’IRPEF. Ogni regione stabilisce le proprie aliquote di addizionale, che in genere vanno da circa l’1,23% a oltre il 3%, e i comuni possono arrivare a circa lo 0,8%-0,9%. Ad esempio, un residente in Lombardia potrebbe dover pagare aliquote locali diverse rispetto a un residente nel Lazio, con una differenza di centinaia di euro all’anno nonostante la stessa retribuzione lorda. Queste variazioni sono regolamentate e riscosse sotto la supervisione dell’Agenzia delle Entrate.

Molti lavoratori considerano solo lo stipendio lordo e ignorano le tasse regionali, il costo della vita e le differenze locali. Questo crea confusione quando si confrontano le offerte di lavoro tra città. Capire come funzionano queste maggiorazioni ti aiuta a prendere decisioni più consapevoli su lavoro, trasferimento e pianificazione finanziaria per il tuo futuro.

In che modo le imposte regionali incidono sullo stipendio netto?

Due persone il cui stipendio lordo annuo è uguale ma il cui stipendio netto è diverso perché vivono in regioni diverse e ogni regione ha le proprie imposte regionali e comunali che incidono sullo stipendio netto. Di seguito è riportata la tabella delle imposte regionali e comunali.

Lombardy

1.23%–3.33%

fino allo 0.8% — Milano, Brescia

Lazio

1.73%–3.33%

0.9% — Roma

Campania

1.73%–3.33%

fino allo 0.8% — Napoli, Salerno

Piemonte

1.62%–3.33%

fino allo 0.8% — Torino

Emilia-Romagna

1.33%–3.33%

fino allo 0.8% — Bologna, Modena

Veneto

1.23%–1.73%

fino allo 0.8% — Venezia, Verona

Tuscany

1.35%–2.03%

fino allo 0.8% — Firenze, Pisa

Sicily

1.23%–1.73%

fino allo 0.8% — Palermo, Catania

Sardinia

1.23%

fino allo 0.8% — Cagliari, Sassari

Abruzzo

1.23%–1.73%

fino allo 0.8% — Pescara, L’Aquila

Calabria

1.23%–1.73%

fino allo 0.8% — Catanzaro, Reggio Calabria

Basilicata

1.23%

fino allo 0.8% — Potenza, Matera

Molise

1.23%–1.93%

fino allo 0.8% — Campobasso

Friuli-Venezia Giulia

0.70%–1.23%

fino allo 0.8% — Trieste, Udine

Marche

1.23%–1.73%

fino allo 0.8% — Ancona, Pesaro

Umbria

1.23%–1.73%

fino allo 0.8% — Perugia, Terni

Liguria

1.23%–2.33%

fino allo 0.8% — Genova, La Spezia

Valle d’Aosta

1.23%

fino allo 0.8% — Aosta

Trentino-Alto Adige

1.23%

fino allo 0.8% — Trento, Bolzano

Puglia

1.23%–1.73%

fino allo 0.8% — Bari, Lecce

Regioni con sovrapprezzo elevato e stipendio netto più basso

Lazio (la regione più cara)

Nel Lazio, l’addizionale regionale varia dall’1.73% al 3.33%, mentre a Roma l’addizionale comunale è dello 0.9%. Per un reddito di 42,000 euro, l’addizionale totale ammonta a circa 1,104 euro. Le tasse elevate riducono significativamente il reddito netto, rendendola una delle regioni più care d’Italia dal punto di vista fiscale.
Addizionale regionale = 42,000 euro * 1.73% = 726 euro
Addizionale comunale = 42,000 euro * 0.9% = 378 euro
Addizionale totale = (Retribuzione lorda × Addizionale regionale IRPEF) + (Retribuzione lorda × Addizionale comunale)
Addizionale totale = 726 euro + 378 euro = 1104 euro

Campania (Alta Progressività)

La Campania applica un’addizionale regionale che varia dall’1.73% al 3.33%, con addizionali comunali di Napoli e Salerno fino allo 0.8%. L’addizionale totale per 30,500 € è di circa 772 €. Aliquote fiscali elevate riducono lo stipendio netto, pertanto è opportuno valutare attentamente il costo della vita.
Addizionale regionale = 30,500 € * 1.73% = 528 €
Addizionale comunale = 30,500 € * 0.8% = 244 €
Addizionale totale = (Stipendio lordo × Addizionale regionale IRPEF) + (Stipendio lordo × Addizionale comunale)
Addizionale totale = 528 € + 244 € = 772 €

Piemonte


L’addizionale regionale del Piemonte varia dall’1.62% al 3.33%, mentre a Torino l’addizionale comunale arriva fino allo 0.8%. Su uno stipendio di 39,000 euro, l’addizionale totale è di circa 944 euro. Questa regione ha un’imposta medio-alta, con uno stipendio netto moderato.
Addizionale regionale = 39,000 euro * 1.62% = 632 euro
Addizionale comunale = 39,000 euro * 0.8% = 312 euro
Addizionale totale = (Stipendio lordo × Addizionale regionale IRPEF) + (Stipendio lordo × Addizionale comunale)
Addizionale totale = 632 euro + 312 euro = 944 euro

Lombardia (Milano)

Lombardia (Milano)
Sebbene la Lombardia sia economicamente forte, l’addizionale comunale di Milano e le fasce regionali più elevate riducono il reddito netto dei professionisti. L’addizionale regionale lombarda varia dall’1.23% al 3.33%, mentre a Milano l’addizionale comunale arriva fino allo 0.8%.
Esempio (Lombardia – Milano)
Addizionale regionale = €48,000 × 1.23% = €590
Addizionale comunale = €48,000 × 0.8% = €384
Addizionale totale = €590 + €384 = €974

Regioni con bassi supplementi e stipendio netto più alto

Valle d’Aosta (Aosta)

La Valle d’Aosta applica costantemente una delle addizionali regionali più basse d’Italia, con conseguenti stipendi netti più elevati. L’addizionale regionale della Valle d’Aosta è dell’1.23% e prevede un’addizionale comunale fino allo 0.8%.
Esempio (Valle d’Aosta – Aosta)
Addizionale regionale = €33,000 × 1.23% = €406
Addizionale comunale = €33,000 × 0.8% = €264
Addizionale totale = €670

Veneto (Verona)

Il Veneto (Verona) mantiene addizionali regionali IRPEF relativamente basse rispetto a molte regioni del Centro e del Sud Italia, il che aiuta i lavoratori a trattenere una quota maggiore del proprio reddito. A Verona, le addizionali comunali vengono applicate ad aliquote standard, mantenendo l’onere fiscale complessivo moderato.Ad esempio, su uno stipendio lordo annuo di 34,000 euro, l’addizionale regionale all’1.23% ammonta a 418 euro, mentre l’addizionale comunale allo 0.8% è pari a 272 euro. Insieme, queste imposte locali danno un’addizionale totale di circa 690 euro, rendendo il Veneto una delle regioni più efficienti dal punto di vista fiscale in Italia.

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Basilicata


Anche la Basilicata applica un’aliquota fissa dell’1.23% per tutte le fasce di reddito. La situazione è la stessa del Veneto: un’addizionale regionale di 369 euro su un reddito imponibile di 30,000 euro.
Anche la Basilicata ha comuni con addizionali comunali molto basse. In molti comuni della Basilicata, le imposte locali sono minime, rendendo la regione molto accessibile per i dipendenti.

Regioni con sovrapprezzo medio e stipendio netto medio

Emilia-Romagna (Bologna)

Aliquote progressive (4 scaglioni): 1.33% fino a 15,000 euro, 1.93% tra 15,000 e 28,000, 2.03% tra 28,000 e 50,000, 2.27% oltre 50,000 euro.
Su 30,000 euro: (15,000 × 1.33%) + (13,000 × 1.93%) + (2,000 × 2.03%) = 199.50 + 250.90 + 40.60 = 491 euro. Aliquota IVA comunale di Bologna: 0.8% (240 euro). Totale: 731 euro.
L’Emilia-Romagna ha aliquote progressive ma inferiori rispetto a Lazio o Campania. Si colloca nella fascia di imposta medio-bassa.

Toscana (Firenze)

Le addizionali in Toscana sono moderate, ma le città più gettonate aumentano leggermente la pressione fiscale complessiva. L’addizionale regionale in Toscana varia dall’1.35% al ​​2.03% e prevede un’addizionale comunale fino allo 0.8% nelle città della regione.Esempio (Toscana – Firenze)
Addizionale regionale = € 38,000 × 1.35% = € 513
Addizionale comunale = € 38,000 × 0.8% = € 304
Addizionale totale = € 817

Liguria (Genova)

La Liguria (Genova) si colloca nella fascia media di tassazione, con addizionali regionali e comunali più elevate rispetto a molte regioni meridionali, ma comunque inferiori a quelle di aree ad alta tassazione come Lazio o Campania. A Genova, uno stipendio lordo annuo di 32,000 euro si traduce in un’addizionale regionale di circa 394 euro e in un’addizionale comunale di 256 euro, portando l’addizionale locale totale a circa 650 euro.

Marche, Umbria, Puglia

Queste regioni applicano addizionali regionali moderate con aliquote comunali standard, con conseguenti stipendi netti stabili ma nella media. Le addizionali regionali di queste regioni partono dall’1.23% e arrivano all’1.73%, con addizionali comunali fino allo 0.8% in diverse città di queste regioni.

Esempio (Marche – Ancona)
Addizionale regionale = €30,000 × 1.23% = €369
Addizionale comunale = €30,000 × 0.8% = €240
Addizionale totale = €609

Molise

In base allo stipendio netto, il Molise è una regione moderata, con un’addizionale che parte dall’1.23% e arriva all’1.93%, e con imposte comunali fino allo 0.8% in diverse città della regione.

Calabria

La Calabria può applicare un’addizionale regionale più elevata, combinata con un’addizionale comunale, fino allo 0.8%. Su 30,000 €, il totale è di circa 759 € o più.
Addizionale regionale = 30,000 € × ~3.33% = 999 €
Addizionale comunale = 30,000 € × 0.8% = 240 €
Addizionale totale = ~1,239 €

Sardegna

La Sardegna applica un’addizionale regionale fissa dell’1.23%, mentre l’addizionale comunale in città come Cagliari e Sassari arriva fino allo 0.8%. Con uno stipendio di 30,000 euro, l’addizionale totale ammonta a circa 609 euro. Questa regione è ideale per chi cerca tasse basse e un reddito netto prevedibile.

Trentino-Alto Adige (Bolzano)

Questa regione autonoma beneficia di basse addizionali regionali e di una gestione efficiente delle imposte locali. L’addizionale regionale in questa regione è dell’1.23% e l’addizionale comunale in diverse città arriva fino allo 0.8%.
Esempio (Trentino-Alto Adige – Bolzano)
Addizionale regionale = 45,000 euro × 1.23% = 554 euro
Addizionale comunale = 45,000 euro × 0.8% = 360 euro
Addizionale totale = 914 euro

Sicilia (Palermo)

La Sicilia applica aliquote regionali di addizionale IRPEF medio-basse, ma le addizionali comunali standard mantengono l’onere fiscale complessivo a un livello medio. Gli stipendi netti sono moderati rispetto ad altre regioni italiane. L’addizionale regionale parte dall’1.23% e arriva all’1.73%, mentre l’addizionale comunale nelle città (Palermo, Catania) di questa regione arriva fino allo 0.8%.
Esempio (Sicilia – Palermo)
Addizionale regionale = €29,000 × 1.23% = €357
Addizionale comunale = €29,000 × 0.8% = €232
Formula dell’addizionale totale:
Addizionale totale = (Stipendio lordo × Addizionale IRPEF regionale) + (Stipendio lordo × Addizionale comunale)
Addizionale totale = €357 + €232 = €589

Friuli-Venezia Giulia (Trieste)

Il Friuli-Venezia Giulia beneficia di alcune delle aliquote di addizionale regionale più basse d’Italia, ma le addizionali comunali aumentano l’impatto fiscale complessivo a un livello medio. Questo crea un risultato netto salariale equilibrato.
Esempio (Friuli-Venezia Giulia – Trieste)
Addizionale regionale = €41,000 × 0.70% = €287
Addizionale comunale = €41,000 × 0.8% = €328
Addizionale totale = €287 + €328 = €615

Abruzzo

L’Abruzzo ha un sistema di addizionali fiscali stabile ed equilibrato, con aliquote regionali che si collocano tra regioni a bassa e alta tassazione. Le addizionali comunali sono standard, con conseguente riduzione media del reddito netto.
Esempio (Abruzzo)
Addizionale regionale = €33,500 × 1.23% = €412
Addizionale comunale = €33,500 × 0.8% = €268
Addizionale totale = €412 + €268 = €680

Qual è il reale impatto finanziario di un trasferimento in una regione diversa?

Molti sognano di cambiare regione per risparmiare in tasse, ed è un pensiero molto vincente. Se si lascia la propria regione in cui la tassa è più alta e si va in un’altra in cui la tassa è più bassa, si risparmia un po’ di soldi all’anno. Tuttavia, non è sempre una decisione intelligente lasciare la propria regione solo per risparmiare in tasse, poiché bisogna considerare anche salario, affitto, costo della vita, ecc.

Il risparmio fiscale dipende dal reddito

The tax savings increase based on your salary. For example, if you move to Veneto from the Lazio region and earn €30,000 a year, you’ll have an additional €500 in annual savings. If you earn €50,000 a year, you’ll have more savings and could save €1,000 a year.

Il costo della vita è importante

Le tasse non sono l’unico aspetto da considerare. Il costo della vita è molto importante. Le regioni del Sud hanno solitamente affitti più bassi, ma tasse locali più alte. D’altra parte, città come Milano hanno sovrattasse più basse ma affitti molto alti. Napoli ha tasse più alte, ma l’affitto è più economico. A volte, il risparmio sulle tasse si perde sull’affitto.

I servizi pubblici sono diversi

Alcune regioni offrono servizi pubblici migliori. Aree come Lombardia ed Emilia-Romagna hanno un sistema sanitario, trasporti e strutture pubbliche migliori. Regioni con tasse più basse, come Calabria o Basilicata, spesso offrono servizi più scadenti. Parte delle tasse che paghi viene utilizzata per migliorare questi servizi.

Opportunità di lavoro e stipendi

Nelle regioni con meno posti di lavoro, un reddito più basso può diventare un problema più grande di un aumento delle tasse. Se ti trasferisci in un’altra regione, prima di tutto vedi il tuo lavoro e il tuo stipendio in quella regione. In alcune regioni ci sono più posti di lavoro e stipendi più alti, ma in molte regioni ci sono meno posti di lavoro e stipendi più bassi che possono influire sulle tue condizioni di vita.

Quando vale davvero la pena traslocare?

Trasferirsi in un’altra regione ha senso solo se:

  • Hai già un’offerta di lavoro nella nuova regione
  • Il tuo nuovo stipendio è uguale o superiore
  • Il costo della vita è simile o inferiore
  • Hai effettivamente cambiato residenza

Come il cambio di residenza influisce sulle tasse

Le maggiorazioni si applicano in base alla residenza al 1° gennaio dell’anno di riferimento. Se sei residente in Lombardia al 1° gennaio 2026 e poi ti trasferisci in altre regioni come Veneto, Lazio, Piemonte ecc., pagherai le maggiorazioni della Lombardia per tutto il 2026, poiché questa è la tua residenza al 1° gennaio 2026. Ciò significa che pagherai le maggiorazioni in base alla regione in cui vivi al 1° gennaio.

Domande frequenti sui supplementi regionali


Sì, anche i pensionati pagano le addizionali regionali e comunali perché le pensioni sono tassate tramite l’IRPEF e l’INPS trattiene automaticamente queste imposte prima di erogare la pensione netta.

No, i titolari di IVA forfettaria non pagano imposte locali aggiuntive perché utilizzano un’imposta sostitutiva fissa al posto dell’IRPEF, quindi non vengono addebitate le addizionali regionali e comunali.

No, le imposte regionali e comunali aggiuntive non sono detraibili perché sono oneri finali aggiunti all’IRPEF, senza possibilità di detrazione o riduzione.

No, le imposte regionali e comunali aggiuntive sono fisse per l’anno e non possono variare fino a quando non vengono stabilite le aliquote dell’anno successivo.