Calcolo NASpI Online 2026: Simulatore Aggiornato Circolare INPS
La NASpI è l’indennità che l’INPS paga a chi perde il lavoro senza colpa propria, come dopo un licenziamento o la scadenza di un contratto. Non è il 75% dell’ultimo stipendio, come pensano in molti. Si calcola sulla media di ciò che hai guadagnato negli ultimi quattro anni, con una formula precisa che vedremo passo passo. Il calcolatore qui sopra usa i valori ufficiali aggiornati per il 2026, così puoi conoscere l’importo netto reale, non solo una stima approssimativa.
Cifre chiave 2026 Soglia di riferimento: 1.436,66 euro al mese Importo massimo: 1.584,70 euro al mese Percentuale sotto soglia: 75% Percentuale sopra soglia: 25% sulla parte eccedente Settimane minime richieste: 13 negli ultimi quattro anni Durata massima: 24 mesi Riduzione mensile dal decalage: 3% Termine per la domanda: 68 giorni dalla cessazione del lavoro
Come Usare il Calcolatore
Inserisci i periodi di lavoro degli ultimi quattro anni oppure scrivi direttamente le settimane contribuite, se le conosci già dal tuo estratto contributivo INPS. Aggiungi la RAL o la retribuzione totale percepita. Indica età e data di cessazione del rapporto di lavoro. Il risultato mostra subito l’importo mensile netto, la durata, il momento in cui inizia il decalage e il totale che riceverai.
Come si Calcola l’Indennità
Il punto di partenza è la retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni. Si prende il totale dei contributi versati in questo periodo, lo si divide per il numero di settimane lavorate e si moltiplica per 4,33, il coefficiente medio di settimane in un mese.
Fino a 1.436,66 euro
Se la retribuzione media mensile è pari o inferiore a 1.436,66 euro, la NASpI iniziale corrisponde al 75% della retribuzione media mensile. Ad esempio, con una retribuzione media di 1.300 euro, l’importo iniziale della NASpI è pari a 975 euro lordi al mese.
Oltre 1.436,66 euro
Se la retribuzione media mensile supera 1.436,66 euro, il calcolo prevede il 75% della soglia di 1.436,66 euro, più il 25% della parte eccedente. L’importo così calcolato non può comunque superare il massimale NASpI previsto per il 2026, pari a 1.584,70 euro al mese.
Un esempio pratico
Supponiamo di avere una retribuzione media mensile di 1.700 euro.
Il calcolo è il seguente:
- 75% di 1.436,66 euro = 1.077,50 euro
- Parte eccedente: 1.700 − 1.436,66 = 263,34 euro
- 25% di 263,34 euro = 65,84 euro
- NASpI iniziale: 1.077,50 + 65,84 = 1.143,34 euro lordi al mese
Quindi, con una retribuzione media mensile di 1.700 euro, l’importo iniziale della NASpI è di circa 1.143,34 euro lordi al mese, prima dell’eventuale riduzione prevista dal decalage.
Quanto Spetta in Base al Tuo Stipendio
Con una retribuzione media di 500 euro al mese, l’importo iniziale è di circa 375 euro lordi, essendo sotto soglia. Con 1.300 euro al mese, si arriva a circa 975 euro lordi. Con 1.500 euro al mese, il valore si aggira sui 1.150 euro lordi, perché si supera di poco la soglia. Con 2.000 euro al mese, sei già vicino al tetto massimo: non lo superi mai, quindi guadagnare di più non alza ulteriormente la cifra. Per un calcolo preciso con la tua RAL o con periodi di lavoro misti, usa il simulatore qui sopra.
Per Quanto Tempo Viene Pagata
La durata corrisponde alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Con due anni pieni di lavoro, il sostegno dura circa dodici mesi. Con quattro anni pieni di contributi, si arriva al tetto massimo di 24 mesi, ovvero 104 settimane. Non è possibile superare questo limite, anche con un’anzianità contributiva più lunga.
Decalage: Quando e Perché l’Importo Diminuisce
Dal sesto mese, se hai meno di 55 anni, l’importo si riduce del 3% ogni mese. Se hai 55 anni o più, la riduzione inizia dall’ottavo mese. Questa regola si chiama decalage ed è pensata per incentivare la ricerca attiva di un nuovo lavoro. È una riduzione composta, cioè si applica ogni mese sulla cifra già ridotta il mese precedente, non su quella iniziale.
Tasse e Importo Netto
Sì, questo sostegno economico è reddito imponibile e va indicato nella dichiarazione dei redditi, esattamente come uno stipendio da lavoro dipendente. L’INPS applica direttamente l’IRPEF con le relative detrazioni per lavoro dipendente prima di pagare, quindi ciò che ricevi ogni mese è già al netto delle trattenute fiscali. Il nostro calcolatore mostra sia il valore lordo che quello netto stimato, applicando le aliquote e le detrazioni reali previste per il 2026, non una percentuale fissa approssimata come fanno molti altri strumenti online.
Chi ne ha Diritto
Servono due condizioni insieme. La prima è aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi quattro anni. La seconda è trovarsi in stato di disoccupazione involontaria: licenziamento, scadenza di un contratto a termine non rinnovato, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale proposta dal datore di lavoro. Chi si dimette volontariamente, di norma, non ha diritto a questo sostegno, salvo le eccezioni previste dalla legge, come la maternità o il trasferimento della sede di lavoro.
La Novità 2025: Dimissioni Volontarie e Nuovo Lavoro
Dal primo gennaio 2025 è cambiata una regola importante. Se ti sei dimesso volontariamente da un contratto a tempo indeterminato nei dodici mesi precedenti un successivo licenziamento, devi aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione nel nuovo rapporto di lavoro per avere ancora diritto al sussidio. Questa regola non si applica se le dimissioni precedenti erano per giusta causa, per maternità o paternità, oppure in una sede protetta. Il calcolatore verifica automaticamente questo requisito inserendo le date del vecchio e del nuovo rapporto.
La Domanda Anticipata
Chi vuole avviare un’attività autonoma o una cooperativa può richiedere l’intero importo residuo in un’unica soluzione. Dal 2026 il pagamento avviene in due rate, il 70% subito e il restante 30% dopo dodici mesi, a condizione che l’attività sia ancora in corso. Se l’attività autonoma cessa prima o non viene mai avviata, secondo la sentenza della Corte Costituzionale numero 90 del 2024, la somma va restituita solo in casi specifici, non automaticamente in ogni situazione.
Differenza con Cassa Integrazione e DIS-COLL
Questo sostegno riguarda i lavoratori dipendenti che perdono definitivamente il lavoro. La Cassa Integrazione, invece, sospende temporaneamente il rapporto, che resta attivo: non è quindi un’indennità di disoccupazione vera e propria, ma un aiuto al reddito durante una crisi aziendale. La DIS-COLL è pensata per i collaboratori coordinati e continuativi, come chi lavora con contratti di collaborazione, e ha regole di durata leggermente diverse. Sapere quale misura ti spetta dipende dal tipo di contratto che avevi, non dal settore in cui lavoravi.
Effetto sulla Pensione Futura
Durante questo periodo, l’INPS accredita comunque dei contributi figurativi, che contano ai fini della futura pensione, come se stessi ancora lavorando. Vengono calcolati fino a un tetto massimo, pari a 1,4 volte l’importo massimo mensile. Significa che la copertura pensionistica continua anche durante la disoccupazione, seppure con un valore contributivo leggermente inferiore rispetto a uno stipendio pieno.
Il Caso del Lavoro Part Time
Per chi ha un contratto part time, la retribuzione media si calcola comunque sui quattro anni precedenti, includendo solo i periodi effettivamente lavorati e i contributi versati in quel periodo. Chi ha alternato periodi part time e full time avrà una media proporzionata a entrambi. Lo strumento gestisce automaticamente periodi diversi se inserisci più intervalli di lavoro con RAL differenti.
Posso Lavorare Nel Frattempo
Se trovi un lavoro dipendente con un reddito annuo sotto una certa soglia, il pagamento continua, ridotto proporzionalmente. Se apri una partita IVA o avvii un lavoro autonomo, devi comunicare il reddito presunto entro trenta giorni: la cifra mensile viene ridotta in base a quel reddito, non sospesa del tutto, salvo il superamento di determinati limiti. Se inizia una maternità nel frattempo, l’indennità di maternità la sostituisce per il periodo di astensione obbligatoria, e il periodo residuo riprende al termine del congedo.
Scadenze da Rispettare
La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, altrimenti il diritto decade. Dopo l’accettazione, sei tenuto a sottoscrivere il patto di servizio personalizzato presso il Centro per l’Impiego. Ogni mese, o quando richiesto, devi confermare la tua situazione tramite la comunicazione periodica online, segnalando eventuali nuovi redditi da lavoro.
Domande Frequenti
Fonti Normative
I riferimenti principali sono il Decreto Legislativo numero 22 del 2015, che ha istituito questa indennità, e le circolari INPS di aggiornamento annuale dei valori economici. Per la domanda anticipata, il riferimento è la sentenza della Corte Costituzionale numero 90 del 2024. Questa pagina viene aggiornata ogni anno non appena l’INPS pubblica i nuovi valori di soglia e massimale
